Dolore alla spalla, quando e come intervenire

A cura di Massimiliano Minelli, fisioterapista 

La cuffia dei rotatori è il complesso muscolare e relativi tendini che contribuisce alla stabilità della spalla ed al suo movimento. Nel corso del tempo l'utilizzo del braccio per attività in elevazione e sospensione, porta ad un graduale deterioramento delle strutture tendinee. Il sovraspinoso è uno dei tendini della cuffia dei rotatori più frequentemente degenerato perchè, aumentando lo stress sui restanti tendini, progressivamente si assiste all'allargamento della lesione in direzione posteriore e anteriore. Questa condizione può rimanere asintomatica per anni senza apparenti deficit funzionali ma la situazione può precipitare improvvisamente anche per piccoli traumi o sforzi, portando a sviluppare dolore e impotenza funzionale. 

massimiliano minelli

Le lesioni alla cuffia dei rotatori possono verificarsi per:

  • trauma diretto e indiretto alla spalla
  • movimento e carico ripetitivo (sport e/o lavoro)

I sintomi lamentati dal paziente possono essere:

  • Dolore al sollevamento del braccio
  • Dolore notturno con difficoltà a dormire sdraiati sul lato interessato
  • Rigidità di spalla
  • Dolore improvviso nel sollevamento dei pesi

NON SI INGRASSA DA NATALE E CAPODANNO MA DA CAPODANNO A NATALE

Non ingrassare durante le feste di Natale senza rinunciare al piacere della tavola, si può.

Ecco i suggerimenti e i segreti della nostra Dietista Dott.ssa Chiara Panfili per limitare i danni al vostro girovita!

chiara panfili

Natale è un periodo critico sia per chi è a dieta e vorrebbe evitare di recuperare il peso perso, sia per chi, costantemente attento alla linea, vorrebbe godersi il piacere della tavola ma uscire comunque indenne da cene e veglioni. Allora, come fare per non ritrovarsi a gennaio con chili in più? Vi propongo due menù salutari e gustosi utilizzando piatti della tradizione   per la cena della Vigilia ed il pranzo di Natale e qualche indicazione  su come concedersi il piacere della festa… senza ingrassare!

 

vigilia

Insalatina tiepida di polpo con agrumi e radicchio rosso tradivo

Oppure

Tortino di baccalà con patate cipolla e capperi

Il cielo in una stanza: il fenomeno dell’Hikikomori

 

chandra masseti

Dott.ssa Chandra Massetti, Psicologa a autrice dell'articolo 

 

Dalla terra del Sol Levante all’Italia; così si è diffuso il fenomeno di autoreclusione che sta colpendo i giovani in maniera allarmante.

Si chiudono in casa e non vogliono uscire, fanno della loro camera il proprio mondo e il proprio habitat, al posto dei peluche, i video games, fumetti e social network: sono i nuovi adolescenti che rifiutano il mondo, gli Hikikomori, coloro che hanno scelto una condizione di auto reclusione permanente e, quindi, il ritiro dalla vita sociale.

L’articolo si propone di affrontare la tematica definendo il fenomeno al fine di individuare le prime manifestazioni e tutelare i nostri figli da un fenomeno che affonda le radici in una cultura rigida e metodologica, altamente competitiva e carrieristica. Trascurando talvolta i loro bisogni, infatti, essa li induce a sentirsi inadeguati per un mondo fatto di aspettative e pressioni esterne che non sempre risultano essere gestibili. La conseguenza di tutto ciò si configura come “Social withdrawal”, ossia una condizione sociale caratterizzata prevalentemente da sentimenti di solitudine, isolamento, ritiro dalla società e dalle relazioni interpersonali.

 Il termine Hikikomori è stato formulato dallo psichiatra Saito Tamaki (Direttore del Dipartimento psichiatrico dell’Ospedale Sofukai Sasaki di Chiba) negli anni Novanta del secolo scorso. Il ministero giapponese della salute definisce così gli Hikikomori “individui che rifiutano di uscire dalla casa dei genitori, isolandosi nella propria stanza per periodi superiori ai sei mesi, con la possibilità che la permanenza in autoreclusione si prolunghi per un numero non breve di anni, in una condizione di stabile dipendenza economica dalla famiglia”. L’universo simolico della stanza chiusa può assumere significati contrapposti: luogo di rifugio o luogo di prigionia (Teo, 2009). 

 Chi si chiede: come mai il fenomeno si delinea allarmante? Quanti e quali sono gli adolescenti a rischio?

L’identikit del giovane Hikikomori si esprime attraverso le seguenti caratteristiche:  giovani tra i 14-30 anni, di estrazione sociale medio-alta, nel 90% dei casi di sesso maschile (anche se la presenza femminile pare in aumento del 10%) per lo più figli unici di genitori entrambi laureati  e senza la possibilità di occuparsi a pieno della crescita dei figli(S. Moretti, 2010). Il fenomeno si paragona ad una epidemia poichè gli Hikikomori attualmente riconosciuti sono circa 2 milioni (1/1000 della popolazione mondiale). In Giappone i numeri salgono a più di 500.000 mentre in Italia,negli ultimi anni, i casi sono 100.000.

Le cause più frequenti del fenomeno possono ricollegarsi a questi fattori:

  • sociali (come debolezza nella capacità di stringere relazioni, insicurezza, perdita dell’impiego, vergogna, scarsità di motivazioni; quelle scolastiche); 
  • essere stati vittime di bullismo durante l’infanzia o l’adolescenza;
  • familiari;
  • individuali (legate soprattutto a problemi psicologici e a tratti caratteriali)

Il ritiro sociale si delinea come sintomo principale; spesso accompagnandosi al rifiuto scolastico, antropofobia (angoscia suscitata da una o più persone) e autosimofobia (paura  di sporcarsi) che può, in casi estremi, trasformarsi in idea di persecuzione e condotta compulsiva. Il periodo medio di reclusione è solitamente 39 mesi ma può addirittura essere maggiore nei casi estremi.

Non ci si deve fare però l’idea che l’Hikikomori rientri in una malattia mentale in quanto,sebbene l’attività principale sia quella di stare su internet, l’origine del fenomeno risale a molto tempo prima dell’avvento dei computer e social network, perciò non si ritiene accostabile ad una dipendenza. E’ utile inoltre fare una distinzione dalla depressione dal momento in cui non rientra nei criteri dell’O.M.S. e, in ultima analisi, non si accosta neanche ad una fobia sociale poiché non vengono soddisfatti i criteri per un Disturbo d’Ansia.

Come si aiuta un Hikikomori?

I segnali espliciti ed impliciti che l’adolescente evidenzia vanno colti ma mai giudicati. Capita spesso che i genitori reagiscano istintivamente pensando di aiutare un figlio invece rinforzano dei comportamenti di isolamento.

Poter essere di aiuto vorrebbe dire saper mettere in atto questi comportamenti:

  • Riconoscere la sofferenza
  • Allentare la pressione di realizzazione sociale
  • Cercare il confronto
  • Essere trasparenti
  • Focalizzare il problema a livello familiare
  • Spezzare la routine
  • Pensare al benessere
  • Non intraprendere azioni coercitive
  • Comunicare

Di fondamentale importanza è rivolgersi ad un professionista della salute mentale che affronterà il problema sia a livello individuale (con il ragazzo), sia a livello sistemico (con la famiglia).

Negli ultimi anni il Giappone ha visto la fondazione di organizzazioni non a scopo di lucro che trattano il disagio interiore dell’adolescente come un problema di socializzazione, rifiutando la prospettiva psichiatrica che etichetta il fenomeno. In Italia solamente nel 2012 si è pensato di creare il Centro Hikikomori dove si prevede un ausilio tramite la rete offrendo colloqui psicologici via skype al fine di incrementare la comunicazione sia tra paziente e terapeuta sia con l’individuo e i suoi pari.

In conclusione, solo un attenta osservazione degli adolescenti, supportata dalla conoscenza della sintomatologia del problema possa mettere in condizione il genitore di dare il giusto supporto al proprio figlio.

Chandra Massetti

OBESITA' E SOVRAPPESO:IL PROGRAMMA PERSONALIZZATO DI DUE SETTIMANE

A tu per tu con il Dott. Francesco Pascucci, Medico Chirurgo specializzato in Endocrinologiae Diabetologia e la Dott.ssa Valentina Pierotti, Tecnico dell' Alimentazione , che si occupano di nutrizione presso la nostra Struttura. La loro proposta è una dieta personalizzata, adeguata e corretta che prevede di pesare gli alimenti per le sole due settimane del trattamento per poi smettere nelle ulteriori fasi del programma. Il loro obiettivo è condurre il soggetto ad una corretta abitudine alimentare, bypassando l'odioso step della bilancia. 

 

Come inizia questo percorso? 

Si parte con un colloquio gratuito di orientamento: il Paziente ci racconta la sua storia e perchè decide di modificare le sue abitudini alimentari; insieme a lui, inquadriamo la problematica e valutiamo quelli che potrebbero essere dei ragionevoli obiettivi da poter raggioungere. 

Quale strumentazione viene utilizzata? 

Il paziente viene sottoposto alla bioimpedenziometria,

OPEN DAY PIANETA DONNA: A TU PER TU CON L'OSTETRICA

 

La maggiorn parte delle donne associa la figura dell' Ostetrica al momento del parto e alla nascita del proprio figlio; questo immaginario collettivo è senz'altro vero ma oltre alla sala parto c'è di più.

Quello offerto dalla figura ostetrica, è un sostegno molto più ampio che può accompagnare la donna nelle diverse fasi della vita, dall'adolescenza alla menopausa; uno spazio in cui è possibile trovare prevenzione, salute, responsabilità ed amore per il proprio corpo. 

 

Oggi,anche il panorama professionale si amplia e vede la presenza di particolari specializzazioni che, in alcuni casi, possono investire anche la sfera maschile. 

PER OGNI DONNA LA SUA OSTETRICA

Sono ancora poche le donne che, oggi, conoscono e praticano il massaggio perinealePer allenare i muscoli del perineo, oltre che la ginnastica perineale, ogni mamma in dolce attesa può praticare il massaggio.

Molte donne desiderano un parto spontaneo, cioè per via vaginale, senza subire lacerazioni o episiotomia. Massaggiare regolarmente il perineo (l’area tra la vagina e l’ano), aiuta i tessuti a diventare più elastici.

 

IL PIEDE NELLA CORSA: QUANDO IL PODOLOGO MIGLIORA LA PERFORMANCE SPORTIVA.

I Dottori Sonia Pierotti e Francesco Delle Monache, responsabili dello Studio di Podologia e Posturologia presso il Centro Medico Cairoli di Gubbio, suggeriscono quali valutazioni svolgere per migliorare la perfomance sportiva e prevenire infortuni.

Sport e piedi: quanto è importante capire quale sia la calzatura giusta?

Il ruolo del podologo è fondamentale per valutare la scelta della calzatura per lo sportivo. Si parte dalla conformazione del piede se cavo,piatto o pronato,poi si valuta la tipologia di sport,il terreno su cui si pratica e,in ultimo,il tipo di sforzo a cui ci si sottopone.Consultare il podologo a tal fine diventa utile per analizzare,con strumentazioni tecnologiche,l'atteggiamento dei piedi in statica e dinamica.

Come si possono valutare i piedi durante la corsa?

Presso il Centro Medico Cairoli è possibile valutare i piedi con  il tapis roullant Zebris. A differenza di uno tradizionale, i 7168 sensori di cui è dotato consentono di analizzare  il passo,l’appoggio e i carichi pressori anche nelle lunghe distanze.Al termine,viene consegnato un report con specifici dettagli sul ciclo del passo. 

CHE COS’E' LA RIABILITAZIONE DEL PAVIMENTO PELVICO?

SILVIA FABBRI 

Quando si parla di incontinenza urinaria o prolasso, oggi esistono diversi approcci “conservativi” molto efficaci e soprattutto in grado di evitare o comunque integrare le più tradizionali strategie invasive (chirurgiche) per i disturbi pelvi-perineali. La medicina ha fatto importanti passi avanti in tale senso proponendo sempre più spesso trattamenti di RIABILITAZIONE DEL PAVIMENTO PELVICO, quale tecnica per riconoscere importanza e centralità a questo apparato e, dunque,migliorare la qualità di vita della persona. Presso il Centro Medico Cairoli, la Dott.ssa Silvia Fabbri si occupa di questo tipo di riabilitazione ed è autrice dell'approfondimento che segue per spiegare con maggiore chiarezza di cosa tratta la sua disciplina e a chi si rivolge. 

PAVIMENTO PELVICO 

Cosa si intende per riabilitazione del pavimento pelvico? 

Quando mi viene chiesto di cosa tratti la mia specializzazione, parto sempre dal grafico sopra riportato che in modo semplice ed esaustivo spiega quali sono le funzioni del nostro pavimento pelvico.  Esso, ha  il compito di sostenere i nostri visceri e di permettere il funzionamento di questi, partecipando alla funzione urinaria, fecale, sessuale e riproduttiva, alla statica e alla nostra postura. Sono quindi funzioni diverse ed ognuna molta importante. Pertanto, quando abbiamo una disfunzione del pavimento pelvico avremo di conseguenza anche un importante cambiamento della qualità di vita. 

TUMORE AL SENO: LA BATTAGLIA COMINCIA CON LA PREVENZIONE A TAVOLA

Il mese di Ottobre si tinge di rosa ed è tutto dedicato alla prevenzione delle donne.Ogni anno sono circa 50mila le nuove diagnosi di tumore al seno. Per favorire la prevenzione, informare e sensibilizzare la popolazione femminile sono state messe in campo numerose iniziative ad hoc nella consapevolezza che la prima forma di prevenzione è la conoscenza. Anche noi del Centro Medico Cairoli abbiamo voluto manifestare la nostra partecipazione e, a tal fine, chiesto un contributo alla nostra Dott.ssa Chiara Panfili, Dietista  a contratto  presso il reparto di Oncologia Medica dell’Azienda Ospedaliera Santa Maria della Misericordia di Perugia ed in libera professione presso la nostra Struttura. La Dott.ssa Chiara Panfili da alcuni anni si occupa di supporto nutrizionale per i pazienti oncologici in fase di trattamento attivo (chemio-radio-immunoterapia) e di trattare il sovrappeso e l’obesità nelle donne operate di tumore al seno,utero ed ovaio. 

CHIARA PANFILI

 

Ottobre è il mese della  del tumore al seno. Un tumore maligno su tre, nelle donne, è un tumore mammario: come conferma il rapporto Aiom-Airtum 2017 sui numeri del cancro in Italia, non considerando i carcinomi cutanei, “il carcinoma mammario è la neoplasia più diagnosticata nelle donne” e “i tumori della mammella rappresentano il tumore più frequentemente diagnosticato tra le donne sia nella fascia d’eta 0-49 anni (41%), sia nella classe d’età 50-69 anni (35%), sia in quella più anziana +70 anni (22%)”.

LA DIETA VEGETARIANA: LA PAROLA AL NUTRIZIONISTA

Spesso promosso per etica ma anche per questo dai più demonizzato, oggi il "veganesimo"  risulta essere uno stile di vita seguito da molte persone e particolarmente diffuso. A parlarne per un approfondimento la nostra nutrizionista, Dott.ssa  Maria Maddalena Palumbo. 

 

palumbo

 

La dieta vegetariana, per definizione, esclude il consumo di tutti i tipi di carne ( bovini, suini, ovini, pollame, selvaggina, pesci e mammiferi acquatici, crostacei, molluschi, ecc.); sono esclusi anche tutti i prodotti di trasformazione industriale della carni (sushi, insaccati, paté).

 Nell'ambito dell'alimentazione vegetariana, è possibile fare riferimento a due modelli principali, che risultano essere i più diffusi e studiati in letteratura.

 Modello latto-ovo-vegetariano (LOV):

esclude tutti i tipi di carne; include latte e derivati (formaggi e latticini), uova, miele e un'ampia varietà di tutti i gruppi di alimenti vegetali. I questo modello sono comprese anche le varianti latto-vegetariana e ovo-vegetariana.

 Modello Vegano (VEG):

esclude tutti i tipi di carne, latte e derivati (formaggi e latticini), miele e uova; è consumata un'ampia varietà di alimenti vegetali.


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Il Sabato dalle ore 7,30 alle ore 13,00.
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