MALATTIE METABOLICHE: SOS SOVRAPPESO E OBESITA'

a cura della Dott.ssa Luigina Procacci, biologa nutrizionista 

luigina ok

Le malattie metaboliche sono cruccio quotidiano per molte persone. Sovrappeso o obesità ne sono spesso "il sintomo" più evidente, ma la situazione è più complessa.

Il fattore estetico ha una sua innegabile importanza, ma la questione più importante concerne salute e qualità della vita.

Sovrappeso ed obesità sono fattori predisponenti a patologie molto invalidanti come insulino-resistenza e quindi diabete di tipo II, malattie cardiovascolari, aterosclerosi, ipertensione, disbiosi, malattie neurodegenerative, tumori. E l'elenco potrebbe continuare.

immagine obesità

Fattore importante nello sviluppo di queste malattie è uno stato di infiammazione cronica di basso grado a cui il fisico di persone con eccesso di adipe e cattiva alimentazione va incontro.

Non si tratta di infiammazione acuta, la cui funzione è legata all’ immunità innata ed ha il compito di attivare meccanismi di riparazione di un danno, con una durata limitata nel tempo.L’infiammazione cronica di basso grado è molto più subdola, perché per lo più subclinica e si protrae per lunghissimi periodi, anche decenni.

Il tessuto adiposo, soprattutto quello viscerale secerne citochine proinfiammatorie e queste, se presenti in maniera persistente aumentano il rischio di sviluppare una o più delle patologie indicate. Si tratta ad esempio dell’interleuchina 6 (IL-6) e del “tumornecrosis alfa” (TNF-α).

Palloncino Gastrico Elipse, tra realtà e false credenze

Di Lucia Rossi.

Da quando il palloncino gastrico Elipse è entrato a far parte dei nostri servizi mi è stato affidato il compito di gestire la telefonata di screening, quella informativa, fatta di nozioni tecniche,spiegazioni e risposte a tante domande. Per sostenere questo ruolo sono stata adeguatamente preparata da Allurion, la casa produttrice del palloncino gastrico Elipse, attraverso una formazioni svoltasi in Italia e all’esterno.

Tuttavia, come accade in ogni ambito, lavorare sul campo a volte può discostarsi dalla formazione teorica, perché (e questo in ambito sanitario è molto frequente!) l’informazione spesso si confonde con la curiosità, mischiata a sua volta con le false credenze. Così, per una maggiore preparazione, ho deciso di intervistare il Dott. Saverio De Lorenzo, medico gastroenterologo, e la Dott.ssa Cristina Billi, medico nutrizionista -responsabili del programma Elipse- per inoltrargli i dubbi, le perplessità e le richieste più frequenti dei Pazienti  ed essere preparata ai loro quesiti.

foto billi e de lorenzo

 (Dott.ssa Cristina Billi e Dott. Saverio De Lorenzo)

Dott. De Lorenzo, la prima domanda che mi viene posta è se il Palloncino gastrico funzioni?

La restrizione gastrica non chirurgica con palloncino Elipse offre il vantaggio di garantire un importante senso di sazietà. Lo spazio occupato dal palloncino è tale da occupare circa la metà dello stomaco del paziente così ,nel momento del pasto, l’altra parte del volume sarà occupata dal cibo e il senso di sazietà verrà  avvertito subito dopo il consumo di piccole quantità di alimenti.

Dolore alla spalla, quando e come intervenire

A cura di Massimiliano Minelli, fisioterapista 

La cuffia dei rotatori è il complesso muscolare e relativi tendini che contribuisce alla stabilità della spalla ed al suo movimento. Nel corso del tempo l'utilizzo del braccio per attività in elevazione e sospensione, porta ad un graduale deterioramento delle strutture tendinee. Il sovraspinoso è uno dei tendini della cuffia dei rotatori più frequentemente degenerato perchè, aumentando lo stress sui restanti tendini, progressivamente si assiste all'allargamento della lesione in direzione posteriore e anteriore. Questa condizione può rimanere asintomatica per anni senza apparenti deficit funzionali ma la situazione può precipitare improvvisamente anche per piccoli traumi o sforzi, portando a sviluppare dolore e impotenza funzionale. 

massimiliano minelli

Le lesioni alla cuffia dei rotatori possono verificarsi per:

  • trauma diretto e indiretto alla spalla
  • movimento e carico ripetitivo (sport e/o lavoro)

I sintomi lamentati dal paziente possono essere:

  • Dolore al sollevamento del braccio
  • Dolore notturno con difficoltà a dormire sdraiati sul lato interessato
  • Rigidità di spalla
  • Dolore improvviso nel sollevamento dei pesi

NON SI INGRASSA DA NATALE E CAPODANNO MA DA CAPODANNO A NATALE

Non ingrassare durante le feste di Natale senza rinunciare al piacere della tavola, si può.

Ecco i suggerimenti e i segreti della nostra Dietista Dott.ssa Chiara Panfili per limitare i danni al vostro girovita!

chiara panfili

Natale è un periodo critico sia per chi è a dieta e vorrebbe evitare di recuperare il peso perso, sia per chi, costantemente attento alla linea, vorrebbe godersi il piacere della tavola ma uscire comunque indenne da cene e veglioni. Allora, come fare per non ritrovarsi a gennaio con chili in più? Vi propongo due menù salutari e gustosi utilizzando piatti della tradizione   per la cena della Vigilia ed il pranzo di Natale e qualche indicazione  su come concedersi il piacere della festa… senza ingrassare!

 

vigilia

Insalatina tiepida di polpo con agrumi e radicchio rosso tradivo

Oppure

Tortino di baccalà con patate cipolla e capperi

Il cielo in una stanza: il fenomeno dell’Hikikomori

 

chandra masseti

Dott.ssa Chandra Massetti, Psicologa a autrice dell'articolo 

 

Dalla terra del Sol Levante all’Italia; così si è diffuso il fenomeno di autoreclusione che sta colpendo i giovani in maniera allarmante.

Si chiudono in casa e non vogliono uscire, fanno della loro camera il proprio mondo e il proprio habitat, al posto dei peluche, i video games, fumetti e social network: sono i nuovi adolescenti che rifiutano il mondo, gli Hikikomori, coloro che hanno scelto una condizione di auto reclusione permanente e, quindi, il ritiro dalla vita sociale.

L’articolo si propone di affrontare la tematica definendo il fenomeno al fine di individuare le prime manifestazioni e tutelare i nostri figli da un fenomeno che affonda le radici in una cultura rigida e metodologica, altamente competitiva e carrieristica. Trascurando talvolta i loro bisogni, infatti, essa li induce a sentirsi inadeguati per un mondo fatto di aspettative e pressioni esterne che non sempre risultano essere gestibili. La conseguenza di tutto ciò si configura come “Social withdrawal”, ossia una condizione sociale caratterizzata prevalentemente da sentimenti di solitudine, isolamento, ritiro dalla società e dalle relazioni interpersonali.

 Il termine Hikikomori è stato formulato dallo psichiatra Saito Tamaki (Direttore del Dipartimento psichiatrico dell’Ospedale Sofukai Sasaki di Chiba) negli anni Novanta del secolo scorso. Il ministero giapponese della salute definisce così gli Hikikomori “individui che rifiutano di uscire dalla casa dei genitori, isolandosi nella propria stanza per periodi superiori ai sei mesi, con la possibilità che la permanenza in autoreclusione si prolunghi per un numero non breve di anni, in una condizione di stabile dipendenza economica dalla famiglia”. L’universo simolico della stanza chiusa può assumere significati contrapposti: luogo di rifugio o luogo di prigionia (Teo, 2009). 

 Chi si chiede: come mai il fenomeno si delinea allarmante? Quanti e quali sono gli adolescenti a rischio?

L’identikit del giovane Hikikomori si esprime attraverso le seguenti caratteristiche:  giovani tra i 14-30 anni, di estrazione sociale medio-alta, nel 90% dei casi di sesso maschile (anche se la presenza femminile pare in aumento del 10%) per lo più figli unici di genitori entrambi laureati  e senza la possibilità di occuparsi a pieno della crescita dei figli(S. Moretti, 2010). Il fenomeno si paragona ad una epidemia poichè gli Hikikomori attualmente riconosciuti sono circa 2 milioni (1/1000 della popolazione mondiale). In Giappone i numeri salgono a più di 500.000 mentre in Italia,negli ultimi anni, i casi sono 100.000.

Le cause più frequenti del fenomeno possono ricollegarsi a questi fattori:

  • sociali (come debolezza nella capacità di stringere relazioni, insicurezza, perdita dell’impiego, vergogna, scarsità di motivazioni; quelle scolastiche); 
  • essere stati vittime di bullismo durante l’infanzia o l’adolescenza;
  • familiari;
  • individuali (legate soprattutto a problemi psicologici e a tratti caratteriali)

Il ritiro sociale si delinea come sintomo principale; spesso accompagnandosi al rifiuto scolastico, antropofobia (angoscia suscitata da una o più persone) e autosimofobia (paura  di sporcarsi) che può, in casi estremi, trasformarsi in idea di persecuzione e condotta compulsiva. Il periodo medio di reclusione è solitamente 39 mesi ma può addirittura essere maggiore nei casi estremi.

Non ci si deve fare però l’idea che l’Hikikomori rientri in una malattia mentale in quanto,sebbene l’attività principale sia quella di stare su internet, l’origine del fenomeno risale a molto tempo prima dell’avvento dei computer e social network, perciò non si ritiene accostabile ad una dipendenza. E’ utile inoltre fare una distinzione dalla depressione dal momento in cui non rientra nei criteri dell’O.M.S. e, in ultima analisi, non si accosta neanche ad una fobia sociale poiché non vengono soddisfatti i criteri per un Disturbo d’Ansia.

Come si aiuta un Hikikomori?

I segnali espliciti ed impliciti che l’adolescente evidenzia vanno colti ma mai giudicati. Capita spesso che i genitori reagiscano istintivamente pensando di aiutare un figlio invece rinforzano dei comportamenti di isolamento.

Poter essere di aiuto vorrebbe dire saper mettere in atto questi comportamenti:

  • Riconoscere la sofferenza
  • Allentare la pressione di realizzazione sociale
  • Cercare il confronto
  • Essere trasparenti
  • Focalizzare il problema a livello familiare
  • Spezzare la routine
  • Pensare al benessere
  • Non intraprendere azioni coercitive
  • Comunicare

Di fondamentale importanza è rivolgersi ad un professionista della salute mentale che affronterà il problema sia a livello individuale (con il ragazzo), sia a livello sistemico (con la famiglia).

Negli ultimi anni il Giappone ha visto la fondazione di organizzazioni non a scopo di lucro che trattano il disagio interiore dell’adolescente come un problema di socializzazione, rifiutando la prospettiva psichiatrica che etichetta il fenomeno. In Italia solamente nel 2012 si è pensato di creare il Centro Hikikomori dove si prevede un ausilio tramite la rete offrendo colloqui psicologici via skype al fine di incrementare la comunicazione sia tra paziente e terapeuta sia con l’individuo e i suoi pari.

In conclusione, solo un attenta osservazione degli adolescenti, supportata dalla conoscenza della sintomatologia del problema possa mettere in condizione il genitore di dare il giusto supporto al proprio figlio.

Chandra Massetti


CONTATTI

Indirizzo e telefono: Via Cairoli, 12 06024 Gubbio (PG) - telefono 075 927 2997 - telefono/fax 075 927 6688
E-mail: info@centromedicocairoli.com
ORARIO CENTRO MEDICO: Dal Lunedì al Venerdì dalle ore 7,30 alle ore 13,00 e dalle ore 15,00 alle ore 20,00,
Il Sabato dalle ore 7,30 alle ore 13,00.
ORARIO DEI PRELIEVI: Tutti i giorni dalle ore 7,30 alle ore 9,30. su richiesta anche a domicilio.